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L'ha pedinata, perseguitata e stalkerizzata per più di un anno mezzo, inondandola di sms e telefonate, facendogli degli agguati fuori dal posto di lavoro, sbarrandole la strada davanti casa e seguendola mentre si spostava in macchina. Un incubo iniziato a marzo del 2020 per una teramana: nè una ex dello stalker, nè la sua compagna. La vittima di questa ennesima storia è semplicemente una donna colpevole di non voler iniziare alcuna storia sentimentale con qualcuno. Lo avevo rifiutato in più di un'occasione, rigettando ogni avances. Ieri è arrivata la sentenza: lo stalker, un 67enne residente in un Comune teramano, è stato condannato ad un anno e 4 mesi, senza alcuna sospensione della pena e al pagamento di una provvisionale di 5mila euro. La sentenza di primo grado, emessa dal giudice Procaccini del Tribunale di Teramo, è arrivata a chiusura di un giudizio chiesto dal pm titolare del caso, la dottoressa Greta Aloisi: l'imputato è stato giudicato tramite rito abbreviato. I fatti risalgono al marzo del 2020. La donna, rappresentata dall'avvocato Manola Di Pasquale, aveva sopportato per mesi fino ad una prima denuncia (per la quale l'istruttoria è tuttora aperta) e poi ad una seconda che ha portato ad un primo divieto di avvicinamento per l'uomo. “Sei mia, sei mia, io ti voglio bene” le aveva urlato dal finestrino dell'auto, vedendola rincasare e impedendole di attraversare la strada; “Scendi, scendi dalla macchina, lo sai che ti voglio bene...Tanto se non sarai mai non sarai di nessun altro” le aveva urlato, in un'altra circostanza, sferrando pugni contro il finestrino dell'auto in cui la donna si era rifugiata. Atti persecutori, questo ha contestato la procura all'uomo. Atti che avevano portato la donna a convivere con un perenne stato di ansia, con la paura di ritrovarsi quell'uomo ovunque fino a vedersi costretta a modificare, forzatamente, le proprie abitudini di vita. La sentenza è arrivata ieri.

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