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E' stata la recente assoluzione dell'ex rettore Luciano D'Amico a spingere il senatore Luciano D'Alfonso a rilanciare la nascita della "Associazione 358", che richiama un articolo del codice di procedura penale che esalta il dovere del pm nella ricerca delle prove in favore dell'indagato. Un'assoluzione con formula piena, quella di D'Amico che per tre anni si è dovuto difendere dall'accusa di un presunto doppio peculato per il doppio incarico di rettore di Unite e presidente di Tua spa. "Perché arrivare a quelle accuse gigantografiche che poi si rivelano costruite sul niente, tanto che le assoluzioni parlano di inesistenza dei fatti?"si chiede D'Alfonso che nominò D'Amico ai vertici della società di trasporto regionale all'epoca del suo mandato da presidente della Regione: "Fu una intuizione giusta e di successo visti i risultati, concordata anche con il mondo del lavoro. Poi si è attivata la macchina del fango. L'Abruzzo aveva ancora bisogno di D'Amico per la trasportistica e altro, ma ci è stato tolto il più bravo di quella stagione. Voglio quindi lavorare per un ordinamento giudiziario nel quale non ci sia la paura di fornire testimonianza per la verità e perché si cerchino le prove anche a favore dell'indagato. Sono contento dell'assoluzione di D'Amico, ma molto dispiaciuto che abbia patito anni di isolamento, di dispiacere e di malessere. Questo non dovrà più accadere" conclude D'Alfonso.

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