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Si torna a parlare dell'assoluzione dell'ex rettore dell'ateneo teramano, Luciano D'Amico. La Procuradi Teramo, nella personale del pm Davide Rosati, ha deciso di impugnarla e ricorrere direttamente in Cassazione, saltando l'Appello. La decisione arriva dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza. La procura farà un ricorso per saltum, come riporta oggi Il Centro, "previsto e disciplinato dall'articolo 569 del codice di procedura penale, che salta quello in Appello e va immediatamente alla Suprema Corte". L'assoluzione di primo grado per D'Amico con la formula "perchè il fatto non sussiste" era arrivata lo scorso mese di settembre dopo tre anni di udienze a seguito dell'inchiesta per il doppio incarico come rettore dell'università e presidente del cda dell'Arpa Spa e successivamente della Tua, la società unica abruzzese di trasporto. Secondo l'inchiesta Luciano D'Amico, tra il 2014 e il 2017, "avrebbe percepito indebitamente 57mila euro e questo perché, per l'accusa, avendo assunto l'incarico all'Arpa e poi alla Tua (svolto gratuitamente), avrebbe smesso, di fatto, di svolgere l'attività di docente a tempo pieno, requisito che la legge prevede come necessario per poter ricoprire la carica di rettore. Da qui l'accusa di indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato". All'ex rettore la Procura contestava anche il peculato per la consegna, nell'ambito della cerimonia «Welcome Matricole», di 10 tablet dell'università al personale tecnico di supporto. 

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