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"Le accuse che ci ha mosso, in varie occasioni, il sindaco Gianguido D'Alberto di non avere a cuore, ad esempio, la collettività si confermano fuori luogo. Consiglierei,vivamente, al primo cittadino di Teramo un sereno silenzio". Parla così Alfonso "Dodo" Di Sabatino Martina, referente di Italia Viva, che ha promosso e buttato giù le oltre 20 pagine dell'esposto che ha portato la Procura ad avviare le indagini sulla trasformazione della Teramo Ambiente da società mista e società tutta pubblica. Un esposto sottoscritto anche dagli altri consiglieri dell'opposizione. "Purtroppo ci siamo trovati costretti a presentare un esposto a procura e Corte dei Conti, l'amministrazione avrebbe potuto ascoltare le nostre osservazioni ben illustrate nel corso delle commissioni e delle sedute consiliari sul tema della Teramo Ambiente ma...evidentemente...il sindaco D'Alberto ha ritenuto di fare l'esatto contrario. Noi siamo convinti che ci siano delle opacità in tutta una serie di passaggi e rimettiamo tutto al lavoro della magistratura", prosegue.E sull'assenza di una guida ora alla TeAm, Di Sabatino chiosa: "Noto che gli appetiti politici sulle eventuali nomine si siano particolarmente accesi, voglio ricordare a me stesso e poi a tutti i miei concittadini teramani che un Collegio non ha poteri gestionali. E oggi alla guida della TeAm c'è questo collegio. Auguriamoci che il bando produca un vertice in grado di gestire e guidare una società profondamente in crisi"

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