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A due anni di distanza dall'inizio della pandemia, ci troviamo oggi, nuovamente,  in una situazione di difficoltà e incertezza dovuta alla mancanza di organizzazione e all'assenza di qualsiasi pianificazione da parte della Regione e della Asl.

Se già nei giorni scorsi i cittadini lamentavano disagi per le lunghe file negli hub vaccinali, difficoltà nelle prenotazioni delle terze dosi, delle prime vaccinazioni dei bambini dai 5 agli 11 anni e infinite attese per gli esiti dei tamponi molecolari, a far saltare il banco è stata, durante la riunione di coordinamento tenutasi il 4 gennaio, la notizia data ai Sindaci dal Governo regionale circa l'organizzazione dello screening agli studenti.

Sulla carta la Regione Abruzzo, con Ordinanza del Presidente, ha deciso di affidare alla Asl l'effettuazione dei tamponi a tutta la popolazione scolastica di "ogni ordine e grado" su tutto il territorio regionale. Di fatto, a soli tre giorni da quelli previsti per lo screening ha chiesto ai Sindaci, durante il tavolo di coordinamento, di farsi carico della logistica e di tutta l'organizzazione dell'operazione, compreso il reperimento del personale amministrativo e sanitario. Ad aggravare la situazione, contrariamente a quanto contenuto nell'Ordinanza, scarseggiando evidentemente i tamponi sia nasali che salivari che la Regione avrebbe dovuto reperire, è ciò che implicitamente la Governance regionale ha imposto alle Aziende Sanitarie Locali, ovvero di tagliare fuori dallo screening tutta la fascia dei bambini dell'infanzia e il personale scolastico. Una scelta assolutamente non condivisibile alla luce dell'alto rischio di contagio della popolazione scolastica più giovane, tenuto conto di quanto previsto sia dal Decreto Festività sia dalla stessa Ordinanza del Presidente Marsilio. È chiaro che ancora una volta nella gestione della pandemia, si scaricano sui Sindaci tutte le responsabilità ed emerge con forza l'inadeguatezza e l'improvvisazione dell'attuale Governo regionale.

Una riflessione a parte merita poi un'ultima vicenda accaduta nella serata di ieri: in questo clima di estrema difficoltà da parte dei Sindaci e di fatica a portare avanti quanto deciso al tavolo di coordinamento di Comuni, Provincia, Regione e Asl, un Primo cittadino, nonché Presidente della Provincia, che dovrebbe essere garante del rispetto degli accordi presi, annuncia sui social che nel proprio Comune distribuirà tamponi salivari a tutti i bambini dell'infanzia.

Un fatto che riteniamo grave, non solo perché gli studenti dell'intero territorio provinciale hanno il medesimo diritto di essere tutelati e di godere un ritorno in presenza sicuro, ma anche e soprattutto in considerazione del duplice ruolo istituzionale ricoperto da Diego Di Bonaventura che di fatto, con il proprio atteggiamento, sceglie deliberatamente di mancare di rispetto alle indicazioni che lui stesso ha dato, mettendo in difficoltà i suoi colleghi Sindaci di fronte ai propri cittadini.

Piergiorgio Possenti 

Segretario provinciale PD Teramo PARTITODEM original

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